Rapporto annuale sullo stato dell’editoria in Italia.

Rapporto annuale dello Stato dell'editoria in Italia
Scopri il panorama editoriale italiano : dati, tendenze e sfide.


Ieri, alla fiera internazionale del libro di Francoforte, la Buchmesse, è stato presentato il rapporto annuale dello Stato dell’editoria italiana dall’Associazione Italiana Editori (AIE). Questo rapporto offre una panoramica dettagliata sull’industria editoriale italiana e ci fornisce preziose informazioni sullo stato attuale della lettura nel paese.

• Giro d’affari dell’editoria italiana nel 2022: 3.388 milioni di euro.

Dati sul Mercato Editoriale

• Spesa relativa a libri a stampa venduti: 1.777 milioni di euro.

• Editoria scolastica: 776 milioni di euro.

• Editoria digitale (di cui ebook e audiolibri): 444 milioni di euro.

• Editoria rateale: 226 milioni di euro.

• Editoria b2b, biblioteche ed export: 165 milioni di euro.

Dati sulla Produzione Editoriale

• Titoli di libri a stampa pubblicati nel 2022: 83.950.

• Catalogo totale: 1.393.199 titoli.

Dati sull’Internazionalizzazione

• Diritti di traduzione acquistati dall’estero: 9.432 titoli.

• Diritti di traduzione venduti all’estero: 7.889 titoli.

Dati sulla Lettura

Secondo l’indagine condotta da Pepe Research per AIE, nel 2022 sono il 71% i cittadini tra i 15 e i 74 anni che dichiarano di aver letto almeno un libro, di carta o elettronico, oppure ascoltato un audiolibro negli ultimi 12 mesi, tre punti percentuali in più rispetto al 2019 (68%). I lettori di soli libri a stampa sono il 46% di tutti i lettori, il 39% utilizza tutti i formati e il 15% solo ebook e audiolibri.

Comportamento di Lettura

• il 21% dei lettori legge per più di cinque ore a settimana.

• 16% tra le 3 e le 5 ore.

• 14% massimo tre ore a settimana.

• 18% al massimo due ore.

• 13% massimo un’ora.

• 18% legge, ma non l’ha fatto nell’ultima settimana.

Il Mercato nel 2022

Gli oltre 3 miliardi di euro (3.388 milioni) di venduto dell’editoria italiana sono superiori ai 2.941 milioni di euro delle pay tv, agli 1.725 milioni delle tv in chiaro (canone tv), agli 1.721 milioni dei videogiochi. Più in dettaglio, 1.777 milioni di euro è la spesa riferita a libri a stampa venduti nelle librerie, store online, supermercati, fiere e festival, cartolibrerie. L’editoria scolastica vale invece 776 milioni di euro, 444 milioni di euro il digitale (di cui 104 ebook e audiolibri, il resto piattaforme e servizi), 226 milioni il rateale, 165 milioni come somma di b2b, biblioteche ed export.

Nel panorama europeo, l’editoria italiana si colloca quarta come valore del venduto sul mercato nazionale (3.338 milioni: sono stati esclusi 50 milioni di export), dietro a Germania (9.444 milioni), Regno Unito (5.327 milioni) e Francia (5.094 milioni). Il mercato spagnolo ha un valore del venduto pari a 2.719 milioni.

La Produzione

Nel 2022 sono stati pubblicati in Italia 83.950 titoli di libri a stampa, con una flessione dell’1,5% rispetto al 2021, un anno eccezionale in cui era stata riprogrammata l’uscita di diversi titoli che gli editori avevano posticipato causa pandemia. Il dato del 2022 conferma quindi l’ampiezza dell’offerta editoriale nazionale: la crescita delle novità rispetto al 2010 è del 37,8%.

La crescita della proposta annuale si accompagna all’ampliamento del catalogo vivo oggi pari a 1.393.199 titoli, ampliamento reso possibile dalle possibilità fornite dal commercio elettronico di rispondere a una domanda sempre più frammentata e varia. Il sempre maggiore pluralismo dell’editoria italiana è testimoniato anche dal fatto che le case editrici attive nel 2022 (quelle che hanno inserito almeno un titolo nella banca dati dei libri in commercio) hanno sfondato quota 5 mila (5.184): oltre mille in più rispetto a 12 anni fa.

In calo invece la produzione di e-book a 37.177 titoli, ma il dato è influenzato da una diversa catalogazione dei titoli multiformato, cioè e-book di diverso formato con diverso codice ISBN che adesso vengono conteggiati a sistema una volta sola. Per quanto riguarda i prezzi, nonostante l’inflazione il prezzo medio di copertina alla produzione (e quindi non ponderato sulle vendite) nel 2022 è di 19,87 euro, in linea con i valori del 2021 e del 2020 e inferiore al dato del 2010 (21,6 euro). Il prezzo medio di copertina del venduto (dato ponderato sulle vendite) è invece 14,84 euro, lo stesso valore del 2021 e inferiore a quello del 2020 (15,08 euro).

Internazionalizzazione

Negli ultimi venti anni l’Italia ha mantenuto una forte apertura verso la produzione editoriale straniera facendo crescere, allo stesso tempo, la produzione nazionale e la sua internazionalizzazione grazie allo sviluppo di nuove professionalità. Nel 2022 l’Italia ha comprato dall’estero i diritti di traduzione di 9.432 titoli e ha venduto all’estero 7.889 diritti di traduzione di opere italiane. Nel 2010 gli acquisti erano stati 9.009 e le vendite 4.217, nel 2001 gli acquisti erano stati 5.400 e le vendite  1.800.

Sempre lo scorso anno i generi più venduti alle case editrici straniere sono stati i libri per bambini e ragazzi (35%), la saggistica di divulgazione (20%), la narrativa adulti (19%), manualistica non universitaria (9%), fumetti (5%). L’Europa è la prima area di sbocco con il 62% degli acquisti, Asia 18%, America Latina 6%, Medio Oriente (5%), Africa 4%, USA e Canada 3%. I Paesi europei dove si è esportato di più nel 2022 sono Spagna, Francia, Polonia, Grecia e Germania.

La Lettura

Secondo l’indagine condotta da Pepe Research per AIE, nel 2022 sono il 71% i cittadini tra i 15 e i 74 anni che dichiarano di aver letto almeno un libro, di carta o elettronico, oppure ascoltato un audiolibro negli ultimi 12 mesi, tre punti percentuali in più rispetto al 2019 (68%).

In particolare, nel 2022 legge il 90% del campione nella fascia 15-17 anni, l’89% nella fascia 18-24, per poi scendere al 79% tra i 25 e i 34 anni, 78% tra i 35 e i 44 anni, 66% nella fascia 45-54 anni, 59% tra i 55 e i 64 anni per poi risalire al 63% tra i 65 e i 74 anni.

Per quanto riguarda il tempo dedicato alla lettura, il 21% dei lettori legge per più di cinque ore la settimana, il 16% tra le 3 e le 5 ore, il 14% massimo tre ore a settimana, il 18% al massimo due ore a settimana, il 13% massimo un’ora, il 18% legge ma non l’ha fatto nell’ultima settimana.

I lettori di soli libri a stampa sono il 46% di tutti i lettori (erano il 59% nel 2019), il 39% utilizza tutti i formati e il 15% solo e book e audiolibri (erano il 5% nel 2019). La pandemia, in altre parole, ci restituisce un panorama dove la carta rimane centrale ma meno predominante di un tempo.

Allo stesso tempo, la crescita è imputabile a nuovi pubblici che si approcciano alla lettura soprattutto attraverso il digitale e consumano generi e prodotti fuori dai canoni letterari più tradizionali.

I Canali di Vendita

Come per la lettura, anche per i comportamenti di acquisto gli anni della pandemia si sono rivelati uno spartiacque.

Chi ha comprato almeno un libro a stampa nel 2022 è il 56% dei 15-74enni, la media dei libri acquistati è di 5,7 contro i 4,7 del 2019. Se guardiamo ai canali di vendita nel settore trade (dati aggiornati ai primi sei mesi del 2023), le librerie fisiche pesano per il 53,9%, l’e-commerce per il 41,3%, la grande distribuzione per il 4,8%. Il commercio elettronico in particolare si attesta sui valori raggiunti per la prima volta nel 2020 con la pandemia, mentre le librerie si confermano primo canale di acquisto con la maggioranza assoluta delle vendite.

Conclusione

Questi dati offrono un quadro completo dell’industria editoriale italiana e dell’atteggiamento dei lettori verso i libri. La crescita delle vendite, l’ampliamento dell’offerta editoriale e l’apertura verso la produzione editoriale straniera testimoniano della vitalità di questo settore. Tuttavia, rimangono sfide importanti, come l’educazione alla lettura e la promozione di una critica letteraria costruttiva, che possono contribuire a sviluppare la capacità critica dei giovani lettori e arricchire il panorama letterario italiano.   

Domande a cui dare una risposta

Un aspetto fondamentale da considerare è l’importanza dei giovani lettori nel panorama dell’editoria italiana. I dati confermano ancora una volta che sono loro i veri appassionati di libri nel paese. Pertanto, è giunto il momento di porre una domanda cruciale: ha senso criticarli quando danno lo stesso valore a opere come ‘Uomini e Topi’ di John Steinbeck e alla nuova voce del romanzo sentimentale italiano? Invece di attaccarli dicendo che non possono equiparare i due libri, sarebbe ora che tutti, me compresa, ci impegnassimo a fare divulgazione letteraria, scendendo dal piedistallo su cui la critica letteraria italiana è stata posta per anni

Se vogliamo che i giovani lettori non solo rimangano lettori, e  sviluppino anche una capacità di analisi critica, è fondamentale che chi si occupa di critica letteraria cominci a parlare più “potabile” e a promuovere l’educazione alla lettura. Un approccio costruttivo potrebbe consistere nel cercare di far comprendere perché alcuni libri vanno approcciati in maniera critica, sia per la forma che per il contenuto. Inoltre, potremmo instaurare conversazioni con i giovani lettori sui titoli controversi, cercando di comprendere le loro ragioni che li portano ad amare ciò che spesso viene definito “trash” o “spazzatura”.

Attraverso questo dialogo, potremmo indirizzarli verso opere che seguano lo stesso filone, ma che siano nettamente superiori dal punto di vista stilistico, di contenuto e di spessore. Questo tipo di approccio potrebbe contribuire a sviluppare la loro capacità critica e a far sì che esplorino una gamma più ampia di opere letterarie.

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