Recensioni

Lontano da te, Romina Casagrande

Lontano da te.
Lontano da te di Romina Casagrande è l’ ultimo romanzo, in l’autrice meranese coniuga narrativa e storia dell’arte creando un intreccio delicato.

Lontano da te scritto da Romina Casagrande e pubblicato nel marzo di quest’anno da  Arkadia ( 200 pp., brossura 16 € acquistabile qui   ) è  l’ultima fatica letteraria che la docente ha regalato al suo pubblico.

Quest’opera si apre con una scena avvenuta settantaquattro anni fa, per poi passare alla contemporaneità  con incursioni nella metà del XIX secolo.
La capace professionista altoatesina utilizza nella narrazione la tecnica dell’analessi , i flashback sono molti, ma a mio avviso si chiudono forse troppo velocemente.

Il racconto ha altre due linee temporali oltre a quella odierna: quella aperta dal prologo( come già accennato in precedenza ndr) e lasciata in ombra per buona  parte della storia, e quella che si riferisce all’incontro tra Elisabeth Siddal e i “preraffaelliti”.

Questa  triplicità  la ritroviamo anche nell’ambientazione; infatti l’introduzione si svolge a Berlino, passando successivamente alla capitale del Regno Unito e alla campagna toscana, con sprazzi di Londra vittoriana.

La Maremma ha inoltre una  forte valenza simbolica per tutta  la durata del romanzo.

Sofia è una giovane ragazza toscana che dopo un evento doloroso ha rotto i ponti con la famiglia e si è trasferita a Londra, dove lavora come fotografa.

Una delusione prima e un progetto lavorativo poi, ( la riproduzione fotografica del dipinto di Millais Ofelia,ndr) ,la costringono però a tornare sui passi .

Arriverà così ad affrontare così il passato e le sue paure, il tutto con l’aiuto di un distinto signore avanti con gli anni e i suoi due più cari amici.

I personaggi  sono molti, interessanti, ma  la loro caratterizzazione manca  a parer mio di mordente ed efficacia.

Sofia e Bianca, due sorelle, sono certamente  le figure centrali di tutta l’opera  seguono a ruota Ryan giovane musicista, Win e Lydia eclettici amici di Sofia, Clelia, Stefano e infine l’anziano ospite del B&B Peonia.

Altra cosa un po’ farraginosa è la gestione  dei personaggi  sulla  scena, mi spiego meglio: Win ha un figlio piccolo, Matt, questo bimbo viaggia con lui dall’Inghilterra all’Italia  ma si vede e si sente pochissimo  ad esempio:

Sofia e Win si erano sistemati in coda, insieme a Matt che si arrampicava sul vetro del finestrino. Sofia trattenne il piccolo per l’elastico dei pantaloni e continuò a seguire le mani dell’amico che disegnavano sul cartoncino uno schizzo di Ofelia. Win stava provando i colori che avrebbe dato al volto di Bianca. Ma la strada sterrata singhiozzava in buche che a volte gli scaraventavano addosso Sofia, ed era costretto a rimediare a una chiazza più spessa di colore o a una sbavatura. Sbuffava, ma niente turbava l’espressione concentrata e immobile.

E Matt? Cosa gli succede quando prendono una buca?

Il narratore è esterno  e questo permette al lettore di meglio comprendere le analessi presenti  nella storia.

Nonostante l’autrice  talvolta mescoli più registri narrativi , quello più aulico della metà del XIX secolo a quello colloquiale dell’epoca contemporanea, la lettura procede fluida anche se vi sono alcune ripetizioni e tre linguaggi settoriali diversi( quello storico-artistico, quello fotografico e un accenno di quello ebraico- religioso).

Lontano da te di Romina Casagrande è un esempio di narrativa contemporanea che alla base ha un’ idea molto originale, quella di coniugare narrativa e storia dell’arte.

Questo connubio ha creato un intreccio delicato , a cui manca però quel quid in più per fare totalmente  centro.

Un ringraziamento speciale alla Professoressa Annamaria Brevi per aver  rinfrescato e rafforzato  nella sottoscritta la  conoscenza del movimento artistico dei preraffaelliti.

Voi cosa ne pensate?

 

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