Intervista ad Arianna Colomba

Intervista ad Arianna colomba
“Svelando il mondo di ‘Mercante di Illusioni’: Un dialogo esclusivo con Arianna Colomba”

Lettori, ben trovati! Oggi abbiamo un appuntamento molto speciale per voi. Abbiamo avuto l’onore di intervistare Arianna Colomba, l’autrice del romanzo “Mercante di Illusioni”, un libro che promette di affascinare con una trama ricca di intrighi, illusioni e amore. Se siete appassionati di storie avvincenti e mondi fantastici, questa intervista è assolutamente imperdibile. Continuate a leggere per scoprire di più sull’autrice e sul suo entusiasmante nuovo libro, che esce oggi. E non preoccupatevi, abbiamo evitato ogni tipo di spoiler!

1.Cosa ti ha ispirato a scrivere “Mercante di Illusioni”?

È sempre difficile spiegare come si ha un’idea. È qualcosa che sfugge alla razionalità e al controllo di qualsiasi persona creativa. Però, si può provare a semplificare. Nel mio caso, ad esempio, l’ispirazione viene da pensieri, suoni, semplicissime immagini di vita quotidiana. Per Mercante di Illusioni, è stata invece una domanda banale, nata dalla curiosità verso tutto ciò che è non tangibile, come i pensieri. Nello specifico, mi sono chiesta: “dove finiscono le Illusioni una volta che le abbiamo vissute?” ed ecco che mi sono data una risposta.

2. Puoi dirci qualcosa di più sulla protagonista, Avery? Come è nato il suo personaggio?

Avery è uno dei personaggi a cui tengo di più, perché ha avuto una nascita davvero particolare. Inizialmente doveva essere una sorta di personaggio secondario a River e Storm (gli altri due coprotagonisti del romanzo) e le loro vicende.

Invece, a mano a mano che scrivevo di lei, ho sentito il bisogno di darle una forma e di veicolare un messaggio importante. Perché non sempre ci sentiamo protagonisti delle nostre vite ma, delle volte, abbiamo l’impressione di essere un po’ delle comparse. Ecco, con Avery ho voluto creare una crescita, un cambiamento, un messaggio che possa dire a chiunque che anche la persona meno influente può avere un ruolo enorme.

3. Il libro parla di un “mondo sull’orlo dell’estinzione”. Quali tematiche ambientali o sociali stai cercando di affrontare?

Noi stessi viviamo in un mondo e una società sull’orlo dell’estinzione, da un punto di vista ecologico e sociale. L’avvento dei social media, l’importanza di “apparire piuttosto che essere”, nonché il peso che diamo al pensiero altrui è qualcosa che ci sta distruggendo a poco a poco. La mia critica va però oltre, nel regno di Illusioni, in cui i suoi abitanti non possono più illudersi ma ne hanno bisogno per sopravvivere e, per farlo, si spostano addirittura in un altro mondo.

Per me è un’ottima metafora della società odierna, in cui il raziocinio sta sempre più prendendo il sopravvento. Limitiamo la fantasia, ci recludiamo nella tecnologia e cerchiamo la socializzazione al di fuori del contatto umano. Stiamo disimparando a illuderci e sognare ma, prima o poi, ne sentiamo il bisogno e cerchiamo di riparare a questa mancanza sfogliando pagine di social per vivere le vite altrui, anziché crearci un’illusione tutta nostra.

4. Come gestisci gli elementi di fantasy e realtà nel tuo libro? È difficile mantenere un equilibrio?

A essere onesti, è una cosa che mi viene naturale. Ogni mondo che creo, ogni ambientazione, è studiata sin nei minimi dettagli molto prima di iniziare la stesura. Prima conosco la geografia, gli abitanti, i loro poteri e le peculiarità e poi, il resto viene tutto da solo. So che non è la risposta che si vorrebbe sentire, ma la verità è che è già tutto quanto nella mia testa. Un po’ come se io, questi mondi, li avessi già vissuti.

5. C’è un messaggio o una lezione che vuoi che i lettori traggano dalla lettura del tuo libro?

Ce ne sono due. Il primo, è quello di cui abbiamo già parlato nell’altra domanda, ma il secondo è quello a cui tengo di più.
Emerge sul finale del libro, in quello che penso sia uno splendido colpo di scena. Qual è? Secondo me, arrivati a questo punto, è giusto che siano i lettori a scoprirlo da soli.


6. Cosa ti piacerebbe che i lettori sentissero o pensassero dopo aver terminato il libro?

Ci sono due tipi di libri: quelli che ti intrattengono per il tempo della lettura e una volta chiusi finiscono, e quelli che ti rimangono addosso per giorni. Ecco cosa mi piacerebbe che i lettori sentissero.
All’effettivo, mi piacerebbe regalare loro una splendida Illusione che possa rimanere a nutrirli a lungo, fin quando ne sentiranno il bisogno.

7. Hai dei progetti per un seguito o per una serie basata su “Mercante di Illusioni”?

Vi consiglio di analizzare bene l’ultima parte del libro, perché contiene parte della risposta alla domanda che mi stai facendo.
Mercante di Illusioni era nato come un volume doppio che ho deciso di unire in uno unico per concedere al lettore una storia che avesse un inizio e una fine ben definita. E così è stato.
Ci sono comunque dei progetti, alcuni collegati a dei personaggi di Mercante di Illusioni, mentre altri sono legati al Mondo di Illusioni. Al momento, però, sono solo pensieri e idee ma niente di concreto.
In sintesi, non mi sento di escludere niente, ma è ancora prematuro parlarne.

È stato un vero piacere conversare con Arianna Colomba e immergersi nel mondo affascinante di ‘Mercante di Illusioni’. La sua visione unica e penetrante su temi tanto vari come l’illusione, l’identità e la società moderna ci ha fornito spunti di riflessione preziosi. Aspettiamo con ansia di scoprire quali nuovi orizzonti esplorerà nei suoi futuri lavori. Grazie, Arianna, per aver condiviso con noi il tuo talento e le tue intuizioni.

📸 di Arianna Colomba

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