Il tè del cinque -Due chiacchere con…- n.2


Buon pomerggio   amici di Letture,
anche oggi si rinnova l’appuntamento con  Il tè delle cinque, una  rubrica ideata  da me, in titolata così in onore dell’antica usanza Inglese, e per questo postata alle 17.00, in queste occasioni ospiterò nel salottino di Letture al contrario L’autore/ autrice  di un libro che ho avuto il piacere  leggere e recensire per voi e davanti a una tazza di Earl Grey lo/a intervisterò per voi…Lo scrittore che   ospitiamo oggi  è Mauro Mattiolo  che  ha esordito  quest’anno con il Romanzo Una ragazza (qui la mia recensione) edito da Zerounoundici edizioni.

·      Desy:- Ciao Mauro, grazie per avermi concesso quest’intervista in cui spero approfondiremo alcuni elementi del tuo romanzo. Prima però ci vuoi raccontare qualcosa di te?
·      Mauro:-Sono io che ti ringrazio per avermi invitato a prendere il tè nel tuo salotto letterario, non chiedevo di meglio. Entrando nel merito della domanda, che posso dirti? Nella mia biografia non ci sono fuochi d’artificio: ho 47 anni, sono un ingegnere, vivo da sempre in provincia di Varese, ho sposato Elena, la mia ragazza dai tempi del Liceo, e sto bene con lei. Amo gli sport, in tv li guardo quasi tutti ma ne pratico solo qualcuno, amo anche il cinema, le serie tv, i concerti di musica pop-rock, visitare le città, camminare in montagna e, ovviamente, la lettura. Da qualche anno, per puro divertimento, ho iniziato a scrivere.
·      Desy:-Come è nata in te la passione per lo scrivere?
·      Mauro:-Ascoltare, ricordare e raccontare. Istintivamente ho sempre venerato questa trinità. Amo essere spettatore di una storia, qualunque ne sia la sorgente: può trattarsi di un fatto che mi accade, dell’aneddoto raccontato da un amico, di un articolo di giornale, di un libro o di un film. Se una storia mi colpisce la conservo nella memoria e aspetto l’occasione propizia per raccontarla. Adoro la sensazione che si prova quando si riesce a trasferire ad altri un’emozione che si è provata. Credo che scrivere sia stato lo sbocco naturale di questa mia inclinazione. Arrivarci non è stato facile, però. A lungo ho combattuto la tentazione di scrivere perché non mi sentivo all’altezza: “Che posso aggiungere io” mi dicevo “a tutte le storie meravigliose che già sono state scritte?”
Ho rotto il ghiaccio solo qualche anno fa, quando mi sono reso conto che alcuni ricordi per me importanti rischiavano di andare perduti; l’idea di metterli nero su bianco mi è sembrata a quel punto giustificabile, indipendentemente dalla qualità del risultato. Così sono partito per un viaggio attraverso il tempo e lungo il percorso ho fatto una scoperta straordinaria: scrivere è meraviglioso in sé.
Lasciar correre i pensieri al confine tra la memoria e l’immaginazione cercando le parole per catturarli è stata per me un’esperienza emozionante come poche altre. Se volessi trovare un paragone per descrivere ciò che ho provato, l’unico che mi sembra adatto è questo: scrivere una storia è come innamorarsi.
Non so se i miei racconti avranno mai un pubblico, non sta a me dire se lo meritano, ma so per certo di aver trovato un magnifico passatempo che spero di poter coltivare per il resto della vita.
·      Desy:-Credo che un buon scrittore, debba essere necessariamente anche un buon lettore. Cosa ti piace leggere nel tempo libero? Hai qualche genere o autore preferito? Prediligi versioni cartacee o anche i moderni eBook?
·      Mauro:-Come dicevo: non puoi raccontare se prima non hai ascoltato. Leggere è una forma di ascolto, forse la più profonda e raffinata che ci sia. Adoro la lettura e ho sempre la sensazione di non avere abbastanza tempo da dedicare a questa attività. Sono però un lettore abbastanza disordinato. Nella scelta dei libri seguo a volte l’istinto, altre volte i consigli delle rubriche letterarie o quelli degli amici, in questo modo finisco spesso col passare da un genere all’altro con fin troppa disinvoltura.
Il mio libro preferito, con molte lunghezze di vantaggio rispetto a qualunque altro, è “Il giovane Holden”, o meglio: “The catcher in the rye”. Insegnanti che non ringrazierò mai abbastanza mi permisero di scoprire questo gioiello e da allora la mia ammirazione per quelle pagine non è mai diminuita. A suo modo anche il mio romanzo è un umile omaggio all’inarrivabile capolavoro di Salinger.
 Sistemato il gradino più alto del podio, posso dire che il mio comodino ha ospitato davvero un po’ di tutto: dai best-seller contemporanei, come Zafon, Larsson, Camilleri e Carofiglio, all’intera collezione dei polizieschi di Raymond Chandler, a Jane Austen, fino a qualche altro classico in odine sparso; l’ultimo libro che mi ha entusiasmato è “Lolita”, consigliato da un’amica che si è così meritata eterna gratitudine. La lista completa delle mie letture, volendo, si trova in aNobii, su quel pianeta mi faccio chiamare Mattma; chi mi volesse contattare per fare due chiacchiere sul mio libro, o su altri libri, può trovarmi lì oppure sulla pagina facebook di Una ragazza www.facebook.com/unaragazza0111
Scusa la divagazione, tornando all’ultima parte della domanda: il lettore e-book mi è stato regalato e usandolo ne ho apprezzato subito la praticità. Razionalmente so che quello è il futuro ma il legame affettivo con la carta per me è ancora troppo forte, non riesco a immaginare una casa senza libri.
·      Desy:-Sono curiosa come hai fatto ad immedesimarti in modo così perfetto nei sogni,  nelle paure di una ragazza adolescente ?
·      Mauro:-Non so se ci sono riuscito alla perfezione, di sicuro ci ho provato in modo onesto. Quando ho iniziato a calarmi nei panni di una sedicenne io stesso mi sono sorpreso della profonda empatia che riuscivo a provare per lei. Non so spiegare razionalmente perché sia andata così, quello che posso dire è che ho sempre ascoltato con attenzione il punto di vista delle donne, conversare con loro è spesso un piacere per me e tutto ciò di sicuro mi è stato utile. Vorrei aggiungere che la sfida di dare vita a un personaggio tanto lontano da me è stata divertentissima. A Ginevra, l’eroina del romanzo, sarò sempre riconoscente per avermi tenuto a lungo compagnia, popolando i miei pensieri con le sue follie. Ancora oggi, di fronte a certe situazioni, mi chiedo: “Lei cosa direbbe ora?” e trattengo a stento un sorriso immaginando la sua possibile reazione. Poi, un po’ a malincuore, ritorno in me e uso la diplomazia che il mio ruolo impone.
·      Desy:-Come hai iniziato a scrivere Una ragazza, cosa ti ha ispirato e quanto tempo hai impiegato?
·      Mauro:-Una sera che non scorderò mai, mi sono seduto alla scrivania e così, per gioco, ho iniziato a scrivere dal punto di vista di una femmina adolescente. Avevo dei modelli in testa: ragazze che mi era capitato di ascoltare, ma era per lo più un tentativo alla cieca. Dopo aver scritto una decina di righe, le ho rilette e mi sono messo a ridere. Lì ho capito di aver trovato qualcosa: una voce. A quel punto avevo solo una manciata di aneddoti e una voce per raccontarli, non c’era nemmeno l’ombra di una trama. Ci ho lavorato sei mesi, la sera, nei weekend, nei ritagli di tempo, per arrivare alla fine della prima stesura, e altri quattro per ottenere una versione presentabile. Mi sono divertito come un matto e volte penso a quanto sarebbe bello se domani sera fosse quella sera, per poter rivivere tutto quanto da capo.
·      Desy:-Ginevra è  una forza della natura   a Chi ti  sei ispirato per la sua creazione?
·      Mauro:-Il libro è dedicato a mia moglie e alla fine c’è un ringraziamento rivolto a un gruppo di ragazzi e ragazze chiamati “gli adepti”. Le due cose sono collegate tra loro ed entrambe hanno a che fare con la genesi del romanzo. Si potrebbe anche dire che la colpa sia della matematica; infatti, se mia moglie non insegnasse questa materia non avrei mai potuto scrivere “Una ragazza”. Gli adepti sono i ragazzi che vengono a lezione da Elena, per alcuni di loro lei non è solo un’insegnante ma qualcosa che sta tra un guru, un’amica e una sorella maggiore. Nella mia veste di osservatore divertito ho avuto il piacere di conoscere questi ragazzi, di scambiare qualche battuta con loro e di ascoltare delle storie divertenti che li riguardano. Tutto ciò mi ha messo a disposizione una quantità di spunti e ha creato il clima favorevole alla nascita di un romanzo come quello che ho scritto. Così, in modo del tutto casuale e spontaneo, mi sono ritrovato a raccontare una storia che ha per protagonisti dei teenager; l’ho fatto con ironia, il mio intento era soprattutto quello di divertirmi e divertire, ma anche con rispetto e affetto per i miei ispiratori e la generazione cui appartengono.
·      Desy:- Descrivi Una ragazza usando tre parole.
·      Mauro:-Sorriso, irriverente, insolito.
·      Desy:- C’è un messaggio in Una ragazza che vuoi che i tuoi lettori facciano proprio?
·      Mauro:-Si tratta di un romanzo leggero e sono felice che sia così, non era mia intenzione fare nulla di più. Anche nella leggerezza è tuttavia possibile seminare dei chicchi di riso, come mi piace chiamarli. Il romanzo ruota attorno al tema della percezione che abbiamo degli altri e del modo in cui essa è spesso distorta dai pregiudizi. La stessa protagonista pone al lettore una sfida: il suo atteggiamento, la maschera che lei ama indossare, rischiano di mettere Ginevra in cattiva luce; solo ascoltandola e accettandola per quello che è, si possono scoprire tutte le sfumature del suo complesso carattere. Se vogliamo davvero comprendere qualcuno dobbiamo sempre compiere uno sforzo per metterci nei suoi panni e non accontentarci della prima impressione o di giudizi preconfezionati.
·      Desy:-Hai una scena o un personaggio preferito. Se si Quale?
·      Mauro:-Come potrai immaginare sono affezionato a ogni capitolo e ogni personaggio del romanzo, perciò scegliere è davvero arduo. La domanda tuttavia è intrigante e non la voglio eludere. Chiudendo gli occhi e seguendo l’istinto, la prima scena che mi torna alla mente è quella delle due sorelle che spiano il padre mentre si prepara per uscire all’alba. È un passaggio molto semplice ma a suo modo rivelatore e mi trasmette un commovente senso d’intimità domestica. Tra i personaggi, considerando Ginevra fuori concorso, mi sento di spendere una parola per sua sorella Sabrina. Questa ragazzina ha tutta la mia comprensione, vivere accanto a una simile forza della natura, come tu stessa l’hai definita, non è affatto semplice ma lei riesce a limitare i danni in modo ammirevole, tra l’altro senza mai rinunciare a esprimere la sua personalità.
·      Desy:-Prima di salutarci parlaci dei tuoi futuri progetti di scrittura hai in cantiere un nuovo romanzo? Di cosa parla?
·      Mauro:-Mi è stato chiesto se darò un seguito a “Una ragazza”, capisco che sarebbe naturale farlo e il personaggio di Ginevra, in effetti, si presta a ulteriori evoluzioni. Non escludo che questo possa accadere in futuro, a patto però che scatti quella scintilla capace di farmi innamorare della nuova storia. Per ora ho completato un altro romanzo dal titolo “Luce”, una vicenda in cui i sentimenti hanno ampio spazio, narrata ancora una volta in prima persona e da un punto di vista insolito. I personaggi principali sono dei giovani ma il tono del racconto è meno spensierato rispetto a “Una ragazza”, anche se non mancano momenti di leggerezza. Scrivere “Luce” è stato un altro viaggio emozionante di cui conserverò per sempre il ricordo. Spero di poter presto condividere quelle emozioni con la mia gentile intervistatrice e i lettori del suo blog.
Mauro, nell’attesa di leggere Luce, ti ringrazio per il tempo che hai dedicato a Letture e per aver ricordato a noi tutti che l’adolescenza è un periodo magico.
Augurandovi Buone Letture vi ricordo che
 Il tè delle cinque vi da appuntamento  alla prossima settimana!



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2 Commenti

  1. Complimenti alla bella intervista. E' incredibilmente interessante scoprire cosa si nasconde dietro la scrittura di un libro. Un sincero "in bocca al lupo" all'autore. Fabiola G.

  2. Ciao Dèsirèe, eccomi qui a farti visita e ho dato uno sguardo ai tuoi ultimi post, davvero interessanti e con tante proposte e suggerimenti per la lettura.
    Condivido con Mauro il pensiero che se davvero vogliamo comprendere qualcuno dobbiamo sempre compiere uno sforzo per metterci nei suoi panni e non accontentarci della prima impressione o di giudizi preconfezionati. Imparare ad incontrare l'altro e saper guardare il mondo non solo con i propri occhi… ed un questo solo la lettura che apre la mente ed il cuore può essere d'aiuto.
    Ciao a presto

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